lunedì 24 aprile 2017

Il Lago di Varese in Aprile

Un itinerario classico per il kayak in prossimità delle prealpi lombarde, in particolare del Monte Campo dei Fiori; ma è la parete Est del Monte Rosa ad attirare magneticamente lo sguardo durante buona parte della navigazione.
Il perimetro del Lago di Varese è di circa 20 km, noi ci siamo imbarcati al Lido di Schiranna (482997 m E 5071997 m N), che però tende ad essere affollato in primavera ed estate e bisogna mettere in onto un pò di trasporto dei kayak dal parcheggio all'acqua.Il carrello non è superfluo.
Le coste Sud e Ovest del Lago di Varese sono le più belle, con grandi canneti e quindi una notevole avifauna.
La costa N è un pò più antropizzata, ma anche qui i luoghi belli non mancano.
L'acqua, almeno in Aprile, è ancora relativamente gradevole e trasparente:scarso il traffico di natanti.



In kayak all'estremità E del Lago di Varese - Airone Bianco Maggiore

Sullo sfondo il Monte Campo dei Fiori (foto Roberto Santinelli)

 Airone Cenerino nel canneto sul lago

Lago di Varese in kayak - sullo sfondo il Monte Rosa

 Lago di Varese costa Ovest

Airone Rosso

In zona vale sicuramente la pena di visitare l'Oasi LIPU della Palude Brabbia (Centro Visite e inizio percorsi a piedi a Inarzo). E' a pochissima distanza dal Lago, con cui condivide l'abbondante avifauna, e presenta un'alternanza di boschi, prati e paludi che hanno preso il posto delle torbiere dalle quali si ricavava combustile sino a circa metà del '900.
Per il Bollettino Meteo in zona  www.astrogeo.va.it/meteo.htm con indicazioni specifiche per la navigazione sui laghi.

 

domenica 16 aprile 2017

In kayak nel Delta del Po - aprile 2017

Due giornate in kayak nel Delta del Po: luoghi già visti, ma sempre nuovi, e non è un modo di dire...
Già durante il giorno la marea cambia anche radicalmente l'aspetto delle lagune, dei chiari, dei paradei.
Specchi d'acqua si trasformano in acquitrini e poi in specchi di limo.
Vigorose aste del fiume si prestano docilmente ad essere risalite.
Canali tra le canne si trasformano in veloci torrenti.
E, di anno in anno, la dinamica del fiume e del mare cambiano i dettagli del Delta del Po.

Imbarco: sul Po di Gnocca, riva sinistra, a valle di Santa Giulia in 294331E  4965780N troviamo uno scivolo, con parcheggio comodo. E' un ottimo imbarco sul Po di Gnocca per il Bonello Bacucco, la Sacca Bottonera, la traversata al Po di Goro e al Faro di Goro. Da notare che il canale dragato tra Po di Gnocca e Po di Goro ad aprile 2017 era chiuso dalla sabbia; in kayak è comunque possibile trasbordare.


  Federico nel paradeo tra Po di Gnocca e Po di Goro

 Il Faro di Goro dalla Sacca Bottonera in bassa marea


Magazzino del riso abbandonato in Sacca Bottonera

Federico nel Bonello Bacucco

Al villaggio dei pescatori di Pila uno scivolo tra le barche (se si incontra qualcuno è buona educazione salutare e chiedere il permesso...) permette di accedere al Po di Tramontana, al Po di Venezia, alla Riserva della Batteria, alla Laguna del Burcio, alla Laguna Barbamarco. E' in 302097 E 4982352 N.



 Avocette

Beccaccia di Mare

La Bocca mare del Burcio, aprile 2017

Lago di Lecco in Marzo

Un giro di marzo nel Lago di Lecco; niente di orginale, forse, ma una conferma che il Lario fuori stagione premia sempre...
Marco Ekokayak Ferrario come compagno di kayak è garanzia di esperienza ed amore per il Lago.
Partenza, quindi, da Onno (523108E 5083837N), sottocosta sino a Bellagio, traversata su Fiumelatte, sottocosta via Lierna sino a Mandello, traversata a Onno.












sabato 15 ottobre 2016

Fiume Brenta, calma d'autunno



8 ottobre: con Federico, Tommaso e un altro Michele scegliamo un ripiego al giro in Delta del Po rinviato causa maltempo in arrivo.
Deviamo sul Fiume Brenta, nel tratto a monte dello sbarramento di Limena, pochi km a N di Padova.
E' un tratto di fiume che spesso presenta una corrente minima, quindi si presta a essere risalito e poi ridisceso.
Ci imbarchiamo in  722409.88 m E 5040729.84 m N in corrispondenza di un prato e di un punto libero dalla vegetazione, abbastanza comodo per imbarcarsi (ma il fiume è notevolmente in magra).
Poco parcheggio nelle immediate vicinanze.
Come previsto la corrente è quasi nulla, si avverte solo in pochi punti. Purtroppo il tempo è nuvoloso, e ci prendiamo anche una bella lavata di pioggia.
La qualità dell'acqua è buona e le rive sono naturali, molto vegetate; mi dicono che siamo, in realtà, in una zona abbastanza urbanizzata, anche se le aree coltivate sono ancora estese.
Risaliamo gradevolmente e senza nessun problema, con varie anse, fino a Curtarolo, dove invertiamo la rotta.
Il percorso possibile è di circa 25 km andata e ritorno (noi ne abbiamo percorsi circa 20) con termine ad un artificiale in corrispondenza di un ponte della SP 10 tra Campo San Martino e Piazzola sul Brenta.
Credo sia possibile risalire ulteriori 9 km fino ad un artificiale vicino a Carturo, ma non so quanto forte sia la corrente.
Sicuramente si può fare in discesa, sembra senza difficoltà (verificare).



Foto Tommaso Correale Santacroce










 Foto panoramica Tommaso Correale Santacroce
 
Foto Tommaso Correale Santacroce
 



Foto Tommaso Correale Santacroce



martedì 27 settembre 2016

Fine estate a Lussino

Ancora una volta decido di tornare nella terra (anzi nel mare) degli avi ...
Con Robi partiamo un 11 settembre ben soleggiato.
Facciamo base per la prima notte al campeggio Preko Mosta di Osor /Ossero collocato in modo ideale per imbarcarsi all'istmo che separa Cres/Cherso da Losinj/Lussino.
L'istmo è stato tagliato dal canale della Cavanella in età romana; è percorribile sempre da piccole imbarcazioni, ma il ponte che lo supera viene aperto solo due volte al giorno. E' percorso da una decisa corrente durante i cambi di marea, e percorrerlo in kayak richiede una pagaiata energica: ricorda i canali che separano alcune delle Incoronate e Ugljan da Pasman di fronte a Zara.


Le pietre dei moli quarnerini hanno per me un senso speciale

 A Ossero ci sono ampie possibilità di parcheggio a pochi metri dall'acqua.
Iniziamo dunque il nostro viaggio in direzione NW verso Rt Osor (Capo di Ossero) lungo una costa frastagliata, con promontori e penisole.
Oggi c'è un pò di mare e fino al capo si balla.
Il tipo di costa è quello che vedremo spesso in questo viaggio, e che si ritrova frequentemente in Quarnero e Dalmazia: scogliera bassa, di roccia calcarea incredibilmente frastagliata (generalmente è impossibile camminarci a piedi scalzi) e subito alle spalle macchia mediterranea impenetrabile.
La costa è interrotta da calette con piccole spiagge di ciotoli bianchi; sabbia non se ne trova, se non sul fondo del mare.
Appena superato Rt Osor il mare si calma completamente in una calma quasi irreale, una tavola.

 Punta Ossero - Rt Osor, sullo sfondo Unje

Appare di fronte l'Isola di Unje, dalla quale ci separerebbe, da qui, una traversata di circa 5 km.


L'Isola di Unje dalla cima del Televrin, a sinistra Vele Srakane

Noi ci teniamo sulla costa di Lussino, bellissima, in un alternarsi di cale ombreggiate, penisole e spiaggette.
L'acqua è limpidissima, malgrado a fine estate non sia al meglio, che è a primavera ... sarebbe un pò fredda però!



Percorriamo una costa ricchissima di piccole spiaggie e baiette, ci vorremmo fermare ovunque. Tanti i luoghi ideali per bivaccare.
Un delfino fa visita, con un gran salto, a Roberto.
L'Isola di Unje, e oltre la Grande e Piccola Srakane sono sempre visibili alla nostra destra.
 

 Sullo sfondo il Monte Televrin

Praticamente eravamo li sotto

Bivacchiamo, ormai verso Lussinpiccolo, nella lunga spiaggia di Liska Slatina, che presenta anche un piccolo stagno di acqua salmastra popolato dai primi migratori. Prima tappa, 29 km.

 Piovanello Pancianera (Calidris alpina) - foto Roberto Santinelli

 Pantana (Tringa nebularis) - foto Roberto Santinelli

 Robi carteggia la prossima tappa a Liska Slatina, sullo sfondo le Srakane e Susak - Sansego

Bivacco a Liska Slatina


Punta Kurila

Ripartiamo il mattino per la seconda tappa ancora con bonaccia; superata Punta Kurila affrontiamo la traversata dell' imboccatura del Golfo di Lussinpiccolo (Mali Losinji) con prudenza, visto il traffico di barche.
Tocchiamo gli isolotti di Zabodasky e Murtar (fanali su entrambi) e facciamo la prima sosta e bagno all'Isola di Koludarc.

  Sullo sfondo Sansego - Susak


Koludarc

Dopo poco inizia un tratto di costa più modificato dal turismo: qualche grande albergo e molta gente in riva e in acqua. Comunque niente rispetto allo scempio fatto alle coste, ad esempio, della Liguria di Ponente.
Il pezzo sgradevole dura comunque poco, presto la costa si fa nuovamente disabitata, e qui particolarmente segnata da profonde insenature, quasi fiordi; i più belli sono Krivica e Balvanida. 
Anche in questo tratto i luoghi per bivaccare - splendidi- abbondano.
Proseguiamo lungo una bella costa fino alla punta meridionale di Lussino, Rt Kornu; la prima spiaggia disponibile sembra colonizzata da una colonia di paleohippy dunque, con una traversata di un km e mezzo, passiamo all'Isola di Ilovik e ci fermiamo per bivaccare alla baietta di Nozdre.
E' molto piccola, sassosa e la spiaggia è inclinata, ma splendida.
Altre spiaggie più a SW sarebbero state forse più comode. Seconda tappa: 26 km.

Bivacco a Nozdre, Isola di Ilovik



 Lucertola Adriatica (Podarcis melisellensis) - foto Roberto Santinelli

 La sorpresa del terzo giorno è che poco dopo l'alba cala la nebbia! 
Una nebbia piuttosto fitta, che renderebbe problematiche le traversate da isola a isola senza bussola o gps; purtroppo ci toglie il gusto del giro dell'Isola di Ilovik, che presenta una costa molto bella, acque limpidissime e belle insenature.
Non si vede un klinc.



 Il mondo ritorna visibile solo percorrendo il canale che separa Ilovik dall'Isola di San Pietro; ci concediamo una sosta-birra in paese poi ripartiamo verso Lussino passando dall'Isolotto di Kozjak.


La costa che segue è ancora interessante fino a poco prima di Veli Losinj (Lussingrande). Dopo questa cittadina, molto turistica (porto e servizi, alimentari) riprende un pò monotona e senza grandi cambiamenti per qualche km.
Da notare che qui non ci sono posti per bivaccare: a parte l'enorme Camping Poljana non ci sono approdi nè spiaggie fino a Osirim, vicino all'isolotto di Osir. Qui troviamo un paio di moli e una mini spiaggia frequentata dagli abitanti di Cunski, il villaggio poche centinaia di metri più in alto. Una bella piazzola in mezzo ai pini, poco sopra i moli, ci accoglie per la notte. Terza tappa, 33 km.

L'Isolotto di Osir dal nostro bivacco all'alba; sullo sfondo Punta Kriza di Cherso

Ripartiamo con un pò di mare, e di vento da Sud che fa il nostro gioco.
La costa è inizialmente un pò monotona, poi si aprono baie con piccoli abitati e la cittadina di Nerezine.

 Nerezine



Ancora pochi km nei quali l'ambiente cambia totalmente: acque basse e meno limpide, campeggi, fondi sabbiosi o limosi.
In breve siamo a Osor, dove passiamo la Cavanela (controcorrente!) e sbarchiamo esattamente al punto d inizio del viaggio. Quarta tappa 15 km.

Robi in arrivo a Osor, da S

Info utili
Punti di appoggio: a Osor parcheggio, campeggio, alimentari, acqua. A Lussinpiccolo paese c'è tutto, nei dintorni campeggi. NB si può passare dalla costa NE di Lussino al golfo di Lussinpiccolo con un canale artificale sempre percorribile dal kayak: 457124 E 4932571 N (anche buon parcheggio libero).
Altri appoggi al paese di Ilovik (acqua, negozio), ovviamente a Veli Losini e a Nerezine.
Bivacchi: tutta la costa N e W di Lussino è piena di luoghi dove bivaccare (come sempre con discrezione e somma pulizia; niente fuochi, mai); sola eccezione i dintorni turistici di Lussinpiccolo.
L'Isola di Ilovik offre molte belle possibilità.
La costa E è più avara di luoghi per bivaccare: c'è qualcosa dalla punta S fino a Veli Losinj, poi niente (salvo il campeggio Poljana) fina al porticciolo di Osirim, sotto al paese di Cunski.
Proseguendo verso NW si trova poco, salvo un paio di cale abitate, poi iniziano i campeggi di Nerezine e dintorni.
Meteo: noi abbiamo usato il bollettino di Consorzio Lamma, trovandolo efficiente e puntuale anche per questa zona (Adriatico settentrionale).
Comunicazioni: buona la copertura cellulare praticamente su tutto il giro.

Vista dal Monte Televrin: da destra Unje, le due Srakane, sullo sfondo Susak, Lussinpiccolo e infine a sinistra la costa E.

 il nostro percorso (immagine da Google Earth)